Molti l’hanno presa come il lancio di un’auto, ma in realtà l’operazione di Musk sulla Tesla Roadster ha conquistato un posto molto potente nell’immaginario collettivo.
Lo si è visto subito, perché in rete c’è stato un turbinio di commenti e di informazioni, in gran parte positivi e alcuni ovviamente contrari, anche perché il personaggio in sé è piuttosto divisivo.
Già nelle prime ore questi video hanno raccolto circa 64 milioni di interazioni. Ma la cosa più affascinante è che poco dopo la rete ha cominciato a produrre digressioni e reazioni sul tema, con una serie di meme, creando così una vera e propria “memeteca”.
Il confronto con un altro lancio recente, quello della Ferrari Luce, aiuta a capire perché si è innescato questo meccanismo.
Ferrari ha cercato un cambiamento, ha provato a lavorare fuori dal suo terreno e ha presentato l’auto al Papa, affidandosi alla percezione. Elon Musk, invece, ha prima caricato la molla in modo molto più sapiente: un countdown, immagini sfocate fatte trapelare, un forte simbolismo. Persino l’orario della presentazione evocava “Ritorno al futuro” e altri riferimenti all’universo pop.
L’immaginario è più potente del realismo e tutto ciò che Elon Musk sta pensando, è creare una sorta di post umanità che secondo lui vive già su Marte, che tornerà sulla Luna. Questa cosa è chiaro che ha un’attrazione gravitazionale molto più potente del pragmatismo che dice: “non ci sono per i codici della strada la possibilità che un auto voli” – ed è vero.
Ne ho parlato con Gianluca Nicoletti a Melog, su Radio 24.