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L’intelligenza artificiale è un po’ come la lampada di Aladino. Tutti vogliono usarla, ma pochi si chiedono davvero cosa ci sia dentro.

Se la apriamo, non troviamo magia, ma un chilometro quadrato di numeri: calcoli probabilistici che simulano il linguaggio naturale, sistemi addestrati su enormi quantità di contenuti. Le versioni più recenti possono anche cercare sul web, ma alla base resta sempre la stessa logica. Non è pensiero, è statistica.

E proprio per questo l’AI è, in larga parte, inesplicabile. È una black box, persino per chi la sviluppa.

Oggi ci si informa su ChatGPT

Nel frattempo, sta cambiando il modo in cui le persone si informano. Per anni la reputazione digitale si è giocata sui media e poi sui motori di ricerca: “Se non sei su Google, non esisti”. Oggi non basta più. Sempre più persone cercano direttamente nelle piattaforme di AI generativa e si affidano alle risposte dei modelli. Questo cambia tutto.

L’AI non è uno strumento come gli altri. Influenza il modo in cui le persone apprendono e costruiscono conoscenza. L’intelligenza artificiale, se ben interrogata, ti offre direttamente le risposte che cerchi e queste possono risultare più persuasive di quelle di molte fonti tradizionali.

E non esiste una sola AI. ChatGPT, Gemini, Grok, Perplexity, Claude, DeepSeek… Esistono molti modelli, con comportamenti e risultati diversi.

Se le persone iniziano a informarsi attraverso queste piattaforme, la domanda diventa inevitabile: come racconta il tuo brand l’intelligenza artificiale? Per governare la reputazione nell’era dell’AI bisogna prima di tutto aprire quella black box.

Abbiamo presentato AI Reputation

È da questa domanda che nasce AI Reputation, la nuova piattaforma di Reputation Manager S.p.A. S.B., che abbiamo presentato ieri sera ad aziende e istituzioni a Milano.

La piattaforma può analizzare qualsiasi argomento. Partendo da un modello di analisi strutturato sulle dimensioni reputazionali caratteristiche, attraverso specifiche domande sottoposte costantemente ai modelli, AI Reputation analizza le risposte fornite e come cambiano nel tempo, ed elabora uno score reputazionale che sintetizza la percezione del soggetto nelle conversazioni AI.

L’obiettivo è ambizioso e necessario: misurare e monitorare come i modelli di AI rappresentano aziende, organizzazioni, istituzioni, personaggi pubblici, per capire come governare un nuovo fondamentale canale informativo per i propri stakeholder.

Grazie a tutti i partecipanti.

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Per maggiori informazioni sui dati e approfondimenti sul servizio AI Reputation: info@reputationmanager.it