La Top Manager Reputation di luglio mostra tre dei principali volti dell’Italia.
Da una parte il comparto Media rappresentato da Berlusconi al primo posto: questo mese pesano molto i risultati di Mediaset trainati da palinsesti e trasmissioni di successo che dettano il setting dell’agenda mediatica.
Poi c’è il Risiko Bancario che da qualche tempo ci accompagna: ha avuto un forte revamp con la mossa di Banca Intesa su Banca Monte dei Paschi di Siena e prosegue anche con la campagna tedesca di Orcel verso Commerzbank AG (non senza attriti con il governo).
L’altro pilastro è l’Energia, che emerge con Descalzi che mette al centro di Eni non solo il petrolio ma anche gli investimenti nelle nuove gigafactory. L’azienda detiene anche il sesto computer mondiale per potenza di calcolo, l’HPC7, in una notevole dimostrazione di lungimiranza. Sempre verso le infrastrutture è rivolto anche lo sguardo di Renato Mazzoncini con i progetti di A2A sui data center.
Ma in mezzo a tutto questo bisogna guardare anche alle tendenze in crescita, rappresentate al meglio dall’ascesa di Luca Ferrari. Il fondatore di Bending Spoons è un manager particolare. In Italia è un po’ sottotraccia rispetto ai grandi nomi anche se è il volto di una grande novità, e non solo perché è primo nella nostra sezione tech, comparto in cui tutta l’Italia e tutta l’Europa sono notoriamente deboli. La cosa più degna di nota è che Ferrari è un punto di connessione tra il passato e il presente. La sua società, forte di una IPO di grande successo, acquista dei brand molto noti e li riattiva: una visione manageriale italiana applicata al tech. Un mondo nuovo che va tenuto d’occhio perché potrebbe essere una delle risposte italiane alla necessità di avere una tecnologia proprietaria.
Ne ho parlato con Mariangela Pira nel nostro consueto appuntamento bimestrale a Business, su Sky TG24 dedicato alla classifica di Reputation Manager S.p.A.
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